Uguaglianza delle leggi per una migliore sicurezza informatica internazionale

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Quella della sicurezza informatica è ormai una priorità a livello globale, al punto che anche l’ONU ha compreso questo questione fondamentale e sta disponendo numerose iniziative in tutto il mondo.

L’UNECE (United Nations Economic Commission for Europe) è appunto un organismo delle Nazioni Unite che sviluppa attività tecniche e commerciali su vari fronti. Il crescente aumento degli attacchi informatici degli ultimi anni ha fatto sì che quest’ente abbia cominciato a predisporre lo studio di una politica comunitaria a livello mondiale focalizzata direttamente sulla protezione dei sistemi informativi.

All’interno di questo panorama, nel novembre del 2018 è stato pubblicato un documento operativo, tramite il quale tutti i Paesi hanno espresso il loro giudizio e suggerito le loro iniziative a riguardo. Questo progetto dovrebbe essere pubblicato definitivamente durante l’anno corrente e intende attuare un approccio internazionale coordinato al problema della cyber security, incaricando diverse equipe di esperti di promuovere delle regole comuni.

Lo scopo di tale documento è quello di far convergere le leggi nazionali ed internazionali già esistenti o in via di pubblicazione, affinché venga attuata concretamente una politica di analisi del rischio presente nella nostra epoca. Questa iniziativa dovrebbe – almeno in teoria – limitare le incongruenze tra le tecniche di cyber sicurezza presenti nei vari Stati, sostenendo, inoltre, un movimento più libero delle informazioni ma anche dei prodotti.

Coerentemente a quanto affermato, nel documento è previsto anche che le attività informatiche riguardanti diversi Paesi siano tutelate in modo da minimizzare le possibilità che problemi derivanti da un’unica nazione ricadino a cascata su tutte le altre collegate attraverso la rete.

Ciò nonostante, vi è da considerare che – sebbene le basi della sicurezza informatica siano ormai ben conosciute da tutti gli addetti al settore e non – vi sono ancora delle falle nelle norme di diversi Paesi, che differiscono in maniera eccessiva rispetto a quelle degli altri.

Contemporaneamente le leggi internazionali sono accolte in maniera diversa a seconda degli Stati: infatti, nello specifico, per alcuni di essi il rispetto delle norme in generale (nazionali e internazionali) è obbligatorio, mentre per altri costituisce solo una mera opportunità. Proprio per questo motivo si auspica che in tutto il globo vengano introdotti provvedimenti obbligatori per il rispetto delle normative, che hanno già ampiamente dimostrato la loro efficacia e la capacità effettiva di difendere un obiettivo dalle incursioni informatiche.

Parallelamente bisognerebbe soffermarsi maggiormente sulla condizione delle infrastrutture critiche, che in tutto il mondo sono il target privilegiato dagli hacker. Difatti queste necessiterebbero di un piano di sicurezza informatica mirato e maggiormente incisivo. Una protezione che tuttavia deve essere sempre garantita mediante un bilanciamento tra la sua efficienza ed il relativo costo di attuazione.

Alla fine di questo excursus sulla situazione e sui miglioramenti realizzabili in tutto il pianeta riguardo la cyber sicurezza, è necessario sottolineare il concetto basilare secondo cui un sistema è formato da vari sottosistemi, che allo stesso tempo fanno capo ad altri soggetti. Un paragone possibile con il settore di nostro interesse, che evidenzia come sia fondamentale un contatto diretto tra tutti i Paesi e continenti, in modo da raggiungere un reale ed omogeno livello di sicurezza informatica internazionale. La speranza è che col tempo e con l’avanzare delle tecnologia questo obiettivo sia presto raggiunto.

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