GDPR: un anno dopo

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Ad un anno dall’entrata in vigore europea del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), questo viene considerato come esemplare dal resto del modo, ideale per gestire in modo sicuro i dati sensibili di tutti gli utenti della rete.

Questa necessità si è avuta nel momento in cui si sono sviluppati innumerevoli attacchi informatici mirati alla sottrazione delle informazioni personali dei “naviganti”, che sono diventate a tutti gli effetti delle nuove valute monetarie. Con questa consapevolezza tutto il mondo ha iniziato a proteggere i dati e a regolamentarli attraversi leggi specifiche.

Durante questi 365 giorni si sono diffusi in primis una serie di tendenze e possibili scenari futuri legati alla tutela della privacy: soprattutto la previsione che considera la protezione dei dati come un fattore determinante per il futuro di un’azienda.

Le norme nel mondo

All’interno di questo periodo di rivoluzione, un altro trend in piena crescita riguarda la diffusione di leggi a livello globale.

La potente California, ad esempio, ha promulgato il California Consumer Privacy Act (CCPA): una nuova norma sulla privacy basata su diversi articoli del GDPR, che raggiungerà un’area molto più ampia dei propri confini territoriali, considerati i rapporti di affari che il Golden State intrattiene sia con gli altri Stati USA sia a livello globale.

Un altro Paese che ha preso spunto dal GDPR europeo è il Brasile, che con il Brasile Gerald de Proteção de Dados (LGPD) ha rafforzato la privacy dei propri cittadini, causando una sorta di effetto a catena globale sulle altre maggiori economie dell’America Latina. Al contempo, a partire dal prossimo febbraio, le aziende che operano in Brasile dovranno essere necessariamente conformi o pagare un’ingente multa.

In ultimo, anche il Giappone risulta aggiornato sul tema avendo apportato già dal 2017 numerose modifiche alle leggi sull’informativa sulla privacy, espandendone l’applicazione anche alle aziende straniere che usufruiscono dei dati dei cittadini nipponici.

Adeguarsi è obbligatorio

Tuttavia, nonostante negli ultimi tempi si sia ampiamente discusso sul GDPR e dimostrato come questo sia sempre più indispensabile, non tutte le aziende si sono aggiornate e hanno intenzione di farlo. Tale problematica dipende specialmente dall’eccessivo costodell’adeguamento.

Malgrado questo il GDPR è ormai sopravvissuto al suo primo anno di vita ed è destinato ad evolversi. Pertanto, è assolutamente necessario che ciascuna società valuti la propria condizione in merito e intervenga per tutelare i preziosi dati dei propri clienti. È infatti inevitabile la continua diffusione delle leggi sulla privacy in ogni parte del mondo ed è bene essere consapevoli che la loro inosservanza comporta pesanti sanzioni pecuniarie unite al conseguente danno di immagine.

Trascorsi dodici mesi rimandare non è più possibile ma è quindi doveroso garantire la preparazione di ogni azienda anche mediante i vantaggi offerti dalla tecnologia e dalla sicurezza informatica.

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Al prossimo articolo!

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